Teatro Comunale Giovanni Papini

La storia del teatro Comunale Papini si fonde con quella secolare del Palazzo Pretorio, sede del Comune. Gestito direttamente dal Comune è a disposizione delle associazioni locali

Data:
09 Aprile 2020
Immagine non trovata

TEATRO DI

PIEVE S. STEFANO

 

 

A Pieve S. Stefano è presente un Teatro sicuramente fin dal 1810. Ci dà la notizia il Can. Giovanni Sacchi con questo trafiletto[1]:

Nel piano superiore di questo Pretorio, vi è il pubblico Teatro costruito fino dall'anno 1810, posto all'interno del Palazzo Comunitativo Pretorio. E' esso Teatro piccolo, ma elegante, con due ordini di palchetti che in tutti sono 22. Era presieduto da una Accademia di dodici dei principali signori del paese, detta degli Incostanti, istituita dai signori dottori Giuseppe Mercanti[2] ed Ermenegildo Zabagli[3].

 

La stessa notizia viene riportata da Baldassarre Bufalini[4], medico condotto di Pieve S. Stefano.

 

Elvira Garbero Zorzi e Luigi Zangheri, pur ripetendo quanto riportato dal Sacchi, aggiungono alcuni particolari[5]:

Al teatro [...] si accedeva attraverso una sala privata. Il locale fu seriamente danneggiato con l'alluvione del Tevere del 1855 che ne distrusse i palchetti. Seguì un lungo periodo di abbandono: venne riaperto soltanto nel 1926. Fu quindi utilizzato dall'Accademia musicale dei Rinati e dalla Società Filarmonica e filodrammatica Ermanno Brazzini. Chiuso ancora durante la Seconda Guerra Mondiale, nel dopoguerra fu acquistato dalla famiglia Livi che lo ristrutturò a sala cinematografica, dotandolo di un accesso indipendente. Dal 1983-84 è di proprietà  comunale.

[...]. Il teatro è situato al primo piano del palazzo e vi si accede tramite una scala a più rampe rettilinee. La sala non conserva nessun elemento del locale originario, escluse probabilmente alcune decorazioni pittoriche venute recentemente alla luce sopra il controsoffitto in truciolare della sala. Il palcoscenico non è dotato di nessun (sic) tipo di struttura scenotecnica. 

 

Una delibera del Consiglio Comunale del 28 gennaio 1873 con oggetto Provvedimenti sul teatro lo definisce cadente, ma è interessante perché parla dei PALCHETTISTI.

 

Il 18 aprile 1873, in una seduta del Consiglio, Filippo Corazzini presenta un'istanza sul teatro, proponendone la risistemazione "perché torni a rivivere il teatro".

 

L'Amministrazione Comunale, con delibera del proprio Consiglio, con oggetto Affare teatro, in data 15 luglio 1873, delega Filippo Corazzini a presentare una pianta del teatro con le modifiche che si vogliono fare, includendo anche i lavori di sistemazione alle stanze sottostanti. (Non ho trovato delibere successive relative alla sistemazione del Teatro).

 

L'Associazione culturale Antiche Prigioni riporta quanto segue[6]:Dal 1984 al 1990 il Teatro Comunale ha subito un restauro ad opera dell' Amministrazione locale. La riapertura dell'aprile 1990 ha ospitato lo spettacolo "A Woody Allen con amore" della compagnia La Classe di Firenze. Un anno dopo il teatro diveniva sede del laboratorio che ha dato vita all'Associazione Antiche Prigioni. Dal 1992 al 2003 l'Amministrazione Comunale ha affidato la gestione del teatro all'Associazione. Le Antiche Prigioni hanno dotato il teatro di alcune fondamentali strutture scenotecniche.